Importare ed esportare i workflow
I workflow dei chatbot possono essere esportati e importati in formato JSON, per creare copie di sicurezza, condividere flussi tra ambienti (ad esempio da collaudo a produzione) o distribuire più bot con un unico file.
Prerequisiti
- Permesso di designer del workflow per l'editor visuale, oppure permesso di amministrazione per l'import massivo dall'elenco chatbot.
Esportare un workflow
Dall'editor visuale del workflow è disponibile l'azione Esporta workflow, che genera un file JSON del flusso corrente. È possibile scegliere l'opzione "Includi tutti i sottoflussi collegati": se il workflow richiama altri chatbot come sotto-processo (vedi Configurare un nodo), questi vengono inclusi nello stesso file di export, così da ottenere un unico pacchetto portabile.
Importare un workflow nell'editor
Dallo stesso editor è disponibile l'azione Importa workflow, che sostituisce il workflow corrente del chatbot con il contenuto del file importato.
L'importazione sostituisce interamente il workflow esistente del chatbot: l'operazione non è un merge. Alcuni riferimenti (ad esempio a categorie o ad altri chatbot) potrebbero non trovare corrispondenza nell'ambiente di destinazione e richiedere una riconfigurazione manuale dopo l'import.
Import massivo di bundle dall'elenco chatbot
Dall'elenco Amministrazione › Chatbot è disponibile l'azione Importa flussi, che accetta uno o più file in due formati:
- il formato Bundle, contenente un flusso principale e i relativi sotto-flussi collegati in un unico file;
- singoli file nel formato più datato (v1), uno per chatbot.
Riepilogo di creazioni e sovrascritture
Prima di confermare l'import, viene mostrato un riepilogo che distingue i flussi da creare (chatbot nuovi, non presenti nell'ambiente) dai flussi da sovrascrivere (chatbot già esistenti con lo stesso identificativo o lo stesso nome). Quando la corrispondenza avviene solo per nome e non per identificativo, il riepilogo segnala un avviso specifico, perché potrebbe trattarsi di due chatbot distinti creati indipendentemente nei due ambienti.
Confermando l'import, i chatbot individuati come "da sovrascrivere" vengono sostituiti integralmente, workflow incluso. Verificare attentamente il riepilogo prima di confermare, specialmente in presenza di corrispondenze solo per nome.
Riferimenti non risolvibili
Al termine dell'import viene mostrato anche un riepilogo degli eventuali errori e dei sotto-flussi non risolti: ad esempio un sotto-processo richiamato nel file ma non incluso nel bundle e non presente nell'ambiente di destinazione. In questi casi il nodo che richiama il sotto-processo mancante va riconfigurato manualmente dopo l'import.
Problemi comuni
| Problema | Causa probabile | Soluzione |
|---|---|---|
| Dopo l'import un nodo "Avvia sotto-processo" non funziona | Il sotto-flusso richiamato non era incluso nel bundle importato | Importare anche il chatbot del sotto-flusso, oppure ricollegare il nodo a un sotto-processo presente nell'ambiente |
| Un chatbot esistente è stato sovrascritto per errore | Corrispondenza per nome con un file importato riferito a un chatbot diverso | Verificare sempre il riepilogo "da sovrascrivere" prima di confermare, in particolare gli avvisi di corrispondenza solo per nome |
| L'import segnala errori su alcuni file | Mix di formati Bundle e v1 non gestito, o file non valido | Importare separatamente i file in formato v1 dai bundle, verificando la validità del JSON |